Carpa Koi o il coraggio di perseverare

Una leggenda narra che una carpa coraggiosa e perseverante riuscì a risalire la cascata fino alla Porta del Drago, lungo il Fiume Giallo, superando ostacoli e spiriti malvagi. Gli dei, impressionati da tanto coraggio, la trasformarono in un dragone.
Così, in breve tempo, la carpa divenne il simbolo della perseveranza, di chi aspira a grandi cose senza paura di affrontare le avversità e nuotare contro corrente.

Raku Nudo – Decorare con il Fumo

 

Il Raku Nudo o “Naked Raku” è una tecnica di decorazione con il fumo dai risultati sorprendenti e di grande effetto.

Si utilizza uno smalto (o un semplice ingobbio) come barriera per impedire al fumo di penetrare l’argilla. Allo smalto viene impedito di aderire all’argilla tramite l’uso di uno speciale distaccante che li separa.

Il pezzo viene estratto dal forno a circa 800-900°C e dopo qualche breve momento per dare tempo alla cavillatura di formarsi, lo si immerge nel contenitore per l’affumicamento. Dopo qualche minuto il pezzo può essere estratto e bagnato in modo da completare lo stacco dello smalto. Da qui deriva il nome di raku “nudo”, poiché l’oggetto finito non è ricoperto da alcuno strato di vetro, ma la decorazione viene impressa sulla nuda terra.

Il fumo, infatti, passando attraverso le cavillature che si erano prodotte nello smalto durante il raffreddamento rapido, ha lasciato sulle superficie del pezzo un reticolo o delle zone più o meno annerite di notevole interesse espressivo.
Alcune marcature avvengono naturalmente con il processo e sono la bellezza della tecnica. Quando lo smalto cavilla, o contiene delle bolle d’aria, il fumo penetra e lascia il suo segno. Le linee della cavillatura variano sia con il tipo di smalto usato che con il tempo di raffreddamento prima che il pezzo venga affumicato.

Le zone coperte da ingobbio e smalto rimarranno bianche, le zone coperte da solo ingobbio daranno grigi di varie tonalità in relazione al loro spessore mentre le zone non protette saranno le più scure.

Le tecniche per determinare disegni e zone affumicate possono essere le più varie: dall’uso della riserva a carta e riserva a cera, dal nastro adesivo allo spago, etc. L’uso del graffito attraverso lo strato di smalto/ingobbio che esponga la terra al fumo offre una grande opportunità di espressione grafica.
Il momento migliore per fare uso di questa tecnica è subito dopo la smaltatura.

Ceramica Raku – Tra Storia e Leggenda

Corsi di Ceramica Raku Rimini Santarcangelo

Un po’ la storia, un po’ la leggenda raccontano di un “Maestro della Cerimonia del Tè” intento ad osservare un ceramista durante la cottura di un’enorme quantità di tegole dopo uno dei frequenti terremoti che colpiscono il Giappone. Vista l’urgenza del lavoro e la necessità di abbreviare i tempi di cottura, il ceramista cominciò ad estrarre le tegole incandescenti dal forno facendole poi raffreddare velocemente in un secchio colmo d’acqua.

Al Maestro piacquero talmente quegli effetti che si formavano sulla superficie delle tegole, da domandare all’artigiano se fosse disposto a produrre, usando lo stesso procedimento, gli oggetti, ciotole, bollitori, tazze, che si usano durante la cerimonia del tè. Dopo poco tempo e poche prove il Maestro, entusiasta dei risultati ottenuti, invitò con molte onorificenze l’artigiano a vivere e lavorare presso la corte dello Sho-Gun che gli diede il titolo di Maestro.

Concorso “Rakuriosi” 2014

ad-domesticare, raku, opera vincitrice “rakuriosi” 2014

 

Ad-domesticare è prima di tutto il desiderio di portare a casa un frammento di selvaggio.

L’animalità sensibile dei pesci posti all’ingesso delle abitazioni tradizionali giapponesi, che annunciano i terremoti, ben rappresenta il carattere delicato e forte della tecnica Raku.

La sfida che quest’opera pone a livello tecnico e percettivo consiste nel creare l’illusione di leggerezza utilizzando un materiale pesante come l’argilla.

La materia fluttua nell’acqua contenuta nel bacile e la terra annerita dal fumo denso funge da controcanto.

Ad-Domesticare è questo: tenere con sé  un po’ di quella forza selvaggia che sprigionano gli elementi, in equilibrio, con estrema delicata sensibilità.